Riconferme che non stupiscono più - Rispetto agli omologhi periodi del 2016, nel corso del 2017 l’azienda leader in Italia nella ristorazione extradomestica ha messo a punto regolari tassi significativi di progresso ad ogni periodica verifica trimestrale del suo andamento - Ricavi e utili netti sempre in costante aumento così come i margini operativi - Ottime perciò le prospettive

Marr
Risultati primo semestre 2017

 
F. Ospitali (AD)


Nel panorama economico italiano figurano imprese che a volte inducono persino a un filo quasi di noia, quando se ne esaminino attività, risultati e storia. Tipicissima in questo senso è MARR, del gruppo Cremonini: quella MARR che comunque se ne indaghino le cifre - siano bilanci annuali, semestrali, trimestrali- sempre, sistematicamente, senza perdere un colpo appariranno in miglioramentoIl fatturato complessivo? Sale sempre. I margini lordi e netti? In evoluzione parimenti costante. Il perimetro di attività? Si estende a propria volta. E il tutto senza strappi, si badi; senza improvvisi balzi che le quotazioni borsistiche abbiano magari a dover registrare con stupore (e invidia, perché no) nonché col pensiero che lì si possa realizzare qualche colpo speculativo tipo mordi e fuggi. No, MARR è impresa che marcia sempre con meticolosa regolarità e costanza senza mai deludere, neppure per sbaglio. Certo potrà esservi di quando in quando qualche accentuazione come qualche passeggero ritocco nei consuntivi delle vendite, dovuti a ragioni di stagionalità. Ove si valutino le cose su ordinari ragionevoli tempi-appunto trimestrali, semestrali, annuali- sempre si potrà verificare come il gruppo conserva saldamente una stupefacente linearità di marcia nella sua rotta. Sono calati per qualche tempo i consumi degli italiani?Certo, sì, non però le vendite e dunque i ricavi del gruppo MARR: il quale è e rimane il leader incontrastato della ristorazione extradomestica, fornitore principe per l’intero territorio nazionale. Si tratta proprio di un autentico fenomeno di continuità nel progresso, nella solidità, nella eccellente gestione: che ovviamente si riverbera in risultati economici che soddisfano quanti azionisti retail hanno inteso investire in quest’impresa, così come la controllante Cremonini sotto la cui direzione MARR opera da poco meno di mezzo secolo. Perché non appaiano questi discorsi astratti, sarà il caso di sciorinare qualche indicativa cifra. Il bilancio dell’esercizio 2016, per esempio? Ecco emergere ricavi totali consolidati (MARR è gruppo con non poche controllate) che dagli 1.481,0 milioni di Euro del 2015 sono saliti a 1.544,4. Ecco comparire anche una crescita della redditività operativa (ebitda) dilatata si rispetto all’esercizio precedente sino a 111,0 milioni di Euro, rispetto ai 105 precedenti. E l’ebit? Da 89,1 a 92.7 milioni. L’utile netto consolidato parrebbe incrementato in misura inferiore (a 58,5 milioni rispetto a 58,1): di poco dunque, si dirà superficialmente? Invece no, perché nell’annata 2016 si sono manifestati oneri non ricorrenti relativi ad aggiustamenti che hanno riguardato l’avvio della filiale MARR Adriatico e una riorganizzazione delle attività della consociata Deal. Si tenga inoltre conto che nel 2015 era stato contabilizzato un provento non ricorrente per 1,7 milioni di Euro relativo al saldo prezzo (più interessi) della cessione delle quote di Alisea. Gli azionisti hanno potuto così ricevere un dividendo di 0,70 Euro contro gli 0,66 dell’esercizio precedente, dunque tanto per cambiare in aumento. E tre mesi dopo, al 31 marzo di quest’anno, cos’è stato registrato? Rispetto all’omologo periodo del 2016 un incremento dei ricavi totali consolidati (328,3 milioni di Euro invece di 304,6), un margine lordo consolidato a 15,4 milioni invece dei 14,7 di dodici mesi prima, un risultato netto a 6,7 milioni contro i 6,2 di fine marzo del 2016. Vogliamo spostarci di ulteriori tre mesi in avanti, e scoprire quale fosse la situazione alla metà dell’esercizio 2017 in corso?Ecco, come di consueto, altri balzi in avanti: 768,5 milioni di Euro di ricavi, contro i 722,8 del corrispondente primo semestre del 2016. In incremento anche i margini operativi, e difatti il risultato operativo lordo (Ebitda) sale a 50,8 milioni dai49,5 di dodici mesi prima. Quanto all’utile netto consolidato, eccolo misurato in 27,3 milioni , dunque in crescita rispetto ai 25,4 alla metà del 2016. Il capitale netto commerciale è salito a 231,8 milioni (219,6 milioni al 30 giugno del 2016), in correlazione stretta alla dinamica dei ricavi. Un poco aumenta indebitamento finanziario netto (a 209,0 milioni mentre un anno prima alla stessa data era stato misurato in 201,8 milioni), ma ciò si deve a un’operazione positiva come l’acquisizione d’una nuova società, la Speca Alimentari, che ha allargato ulteriormente il perimetro di attività del gruppo. Anche per il mese di luglio l’andamento delle vendite risulta in linea con gli obiettivi di crescita per l’annata 2017. E’ assolutamente dominante nella distribuzione specializzata di prodotti alimentari alla ristorazione extra domestica, come ben sanno i suoi più che 40.000 clienti (hotel, ristoranti, pizzerie, villaggi turistici, mense aziendali). L’andamento del turismo è stato in questo 2017 ottimo, con un maggiorato afflusso in tutti i luoghi deputati sia di connazionali che di stranieri?E’ facile pronosticare che il risultato complessivo dell’annata una volta di più confermerà la vocazione di MARR alla crescita costante e senza tentennamenti. Un esempio positivissimo sotto tutti i profili della gestione, come -diciamolo pure- in Italia se ne contano pochi, di queste dimensioni.

  


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