Economia

Stresa 2025, il ruolo dell'Europa in un mondo che cambia

di Redazione
 
Stresa 2025, il ruolo dell'Europa in un mondo che cambia
Comprendere la discontinuità che sta ridisegnando l'equilibrio globale e il ruolo che l'Europa è chiamata a svolgere in questo scenario. Questi i temi al centro del forum “Lo tsunami d’oltreoceano. Discontinuità e scenari d’Occidente”, promosso dalla Fondazione Iniziativa Europa e tenutosi il 21 e 22 novembre presso il Regina Palace Hotel di Stresa.

L'incontro di quest'anno ha avuto come fulcro la ridefinizione dei rapporti tra Stati Uniti ed Europa, un contesto inevitabilmente segnato dal recente insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca, dall'acuirsi delle tensioni internazionali e da una crescente frammentazione geopolitica.

Ad aprire i lavori, il Presidente della Fondazione Iniziativa Europa, Michele Vietti, ha definito il 2025 come un anno di "discontinuità e consapevolezza" per l'Europa. Vietti ha richiamato l'urgenza per l'Unione di ritrovare una direzione comune e una voce autorevole, ribadendo la necessità di mantenere saldi i principi fondanti del progetto europeo, pur adattandosi a uno scenario in rapida evoluzione. "La tenuta delle istituzioni democratiche, la gestione delle nuove esigenze di sicurezza e il rafforzamento della coesione sociale continuano a essere elementi determinanti per il nostro futuro comune", ha sottolineato Vietti.

La Vicepresidente esecutivo della Fondazione, Giuseppina Rubinetti, ha rafforzato questo appello nella giornata conclusiva, evidenziando la necessità di un approccio analitico ampio e non contingente per cogliere la portata dei fenomeni in atto e le loro ricadute sui sistemi democratici. Gli interventi dei rappresentanti del Governo italiano hanno messo in luce le implicazioni politiche e strategiche della crisi occidentale:

Sostegno all'Ucraina (Guido Crosetto): Il Ministro della Difesa ha ribadito la ferma posizione occidentale a sostegno di Kiev, qualificando il supporto come una "decisione politica, non economica". Crosetto ha sottolineato che questa assistenza è la "condizione per una pace duratura" e ha indicato nell'assenza della Russia il principale ostacolo a qualsiasi processo di tregua.

Libertà e sicurezza (Matteo Piantedosi): Il Ministro dell’Interno, in videocollegamento, ha offerto una riflessione sull'equilibrio tra libertà e sicurezza, definite come elementi complementari dell’identità occidentale. Ha enfatizzato il concetto di sovranità intesa come responsabilità, non come chiusura, e ha ribadito l'importanza del dialogo transatlantico.

Riforma fiscale (Maurizio Leo): Il Viceministro dell’Economia ha affrontato il tema della fiscalità, confermando l'apertura del Governo a valutare modifiche al regime sui dividendi, al fine di "incentivare gli investimenti" attraverso criteri legati ai costi di partecipazione o alla durata del possesso delle quote.

Responsabilità dei Magistrati (Carlo Nordio): Il Ministro della Giustizia è intervenuto nella seconda giornata concentrandosi sulla responsabilità dei magistrati. Nordio ha escluso la responsabilità civile, chiarendo che la vera riforma risiede nel potenziamento della responsabilità disciplinare attraverso la creazione di una Alta Corte disciplinare indipendente. Ha criticato l'attuale modello del CSM come "domestico e condizionato da dinamiche correntizie", sostenendo che in caso di errori gravi o dolosi "non serve colpire il magistrato nel portafoglio: deve essere rimosso".

Il forum ha offerto un panorama di voci istituzionali e accademiche di alto livello. Tra gli altri illustri partecipanti, hanno contribuito al dibattito figure di spicco come Luigi Di Maio, Maria Elena Boschi, Pina Picierno, Lucio Malan, il cardinale Gerhard Ludwig Müller, l'ex Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e gli ambasciatori Martin Briens, Miguel Fernández-Palacios e Luca Ferrari.

L'intervento del Presidente della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco, ha allargato il confronto al piano culturale, mentre la presenza di Alessandro Azzoni (Rappresentante Permanente d’Italia presso la NATO) e Alessandra Ghisleri (Euromedia Research) ha arricchito la discussione con prospettive strategiche e di opinione pubblica.

L'appuntamento di Stresa si conferma così un momento cruciale di analisi per l'Occidente, sollecitando l'Europa a trasformare la "discontinuità" in un'occasione per ritrovare la propria coesione e riaffermare il proprio ruolo in un mondo sempre più frammentato.
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