Economia

Piazza Affari chiude in rosso tra tensioni globali e vendite diffuse sui bancari

di Luca Andrea
 
Piazza Affari chiude in rosso tra tensioni globali e vendite diffuse sui bancari
Piazza Affari archivia un’altra seduta difficile, appesantita dal clima internazionale e dalla debolezza generalizzata che ha colpito i principali listini europei. Il FTSEMib perde l’1,07% e scivola a 44.713 punti. In calo anche il FTSE Italia All Share (-1,05%), il Mid Cap (-0,96%) e lo Star (-0,58%), mentre il termometro della propensione al rischio continua a oscillare sotto la pressione delle notizie provenienti da Washington ed Europa.

Il comparto bancario resta il più colpito. UniCredit scivola dello 0,42% a 71,22 euro dopo aver diffuso l’aggiornamento sulle stime di consensus relative al quarto trimestre 2025 e al biennio successivo. Più pesanti le vendite su Intesa Sanpaolo (-2,44%), BPER Banca (-2,61%) e Popolare di Sondrio (-2,02%).

Male anche alcune big industriali e del lusso. Fincantieri perde il 2,34%, Brunello Cucinelli arretra del 2,77% e Telecom Italia si ferma a -2,85%, seguita da Buzzi (-2,81%). Nel FTSE MidCap spiccano i ribassi di Webuild (-4,43%), Ariston Holding (-3,48%) ed ERG (-3,30%).

Nel mare dei segni meno brillano invece alcune blue chip capaci di intercettare acquisti mirati. Amplifon mette a segno un balzo del 4,92%, migliore titolo del listino, mentre Campari avanza del 3,70%. Bene anche Saipem (+2,98%) e Lottomatica (+1,57%). In progresso nel MidCap Comer Industries (+2,64%), Technogym (+2,41%), Ferretti (+2,32%) e Technoprobe (+1,72%). Più contenuto, ma comunque positivo, il movimento di NEXI (+0,94%).

Il contesto generale resta però fragile. L’attenzione degli operatori si concentra sulle tensioni tra Stati Uniti ed Europa a proposito della Groenlandia, dopo le parole del segretario al Tesoro americano Scott Bessent, che ha escluso scenari estremi ma non ha dissolto i dubbi sui possibili dazi in arrivo. Le Borse europee seguono la scia ribassista: Francoforte perde l’1,03%, Londra lo 0,67% e Parigi lo 0,61%.

Sul fronte valutario l’euro risale in area 1,175 dollari, mentre tra le materie prime domina la corsa dell’oro, nuovo record oltre i 4.740 dollari, accompagnata da un forte interesse anche sul petrolio WTI (+1,54%). In discesa il bitcoin, che scivola sotto i 90.500 dollari. Il rendimento del BTP decennale sale al 3,47%, spingendo lo spread verso 63 punti base.
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