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Ofi Invest AM: La crescita dell’azionario globale non si è ancora fermata

di Eric Turjeman, co-CIO di Ofi Invest AM
 
Ofi Invest AM: La crescita dell’azionario globale non si è ancora fermata
Gli ultimi tre anni hanno visto il boom globale delle azioni. In questo arco temporale, l’S&P 500 e il Topix giapponese sono cresciuti del 90%, l’MSCI World dell’80% e l’Eurostoxx ha registrato una performance cumulativa del 65%. Tuttavia, il 2025 ha rappresentato uno spartiacque a causa di un imponente ritorno dell’incertezza politica, delle tensioni geopolitiche, del ritorno della volatilità e della sfida al dollaro come moneta di riferimento globale. Tutto ciò ha tenuto gli asset e i monetary manager sulle spine fino al 31 dicembre.

Eppure, nonostante quanto visto sopra, l’opinione più diffusa tra i maggiori analisti per questo 2026 che ci apprestiamo a vivere appare così unanime che risultare quasi preoccupante. Essa prevede un guadagno per l’MSCI World del 13%, nonostante la crescita enorme già registrata, grazie a catalizzatori già identificati che dovrebbero spingere la performance, ovvero politiche monetarie più accomodanti da parte delle maggiori banche centrali (fa eccezione solamente il Giappone), piani di stimoli fiscali in programma praticamente in tutto il mondo, imprese finanziariamente sane che da quest’anno dovrebbero ricominciare a spendere e alta disponibilità di risparmi che non hanno ancora trovato una destinazione in cui essere investiti.

Tuttavia, noi di Ofi Invest AM siamo convinti che il vero driver del mercato azionario saranno i risultati delle imprese stesse. Attualmente non si osserva nessun settore o segmento sufficientemente sottovalutato da giustificare un aggiustamento del rating; anzi, alcuni stanno scambiando a premi adeguati a quelle che sono state le loro performance storiche. Per questo motivo, possiamo aspettarci che le prossime trimestrali saranno un appuntamento fortemente atteso. Ad attrarre l’attenzione maggiore saranno quasi certamente ancora gli Stati Uniti, dato che gli investitori vorranno essere informati degli effetti prodotti dalle grandi somme stanziate per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale ed è probabile che una qualsiasi nota stonata in questo ambito sarà punita molto duramente.

Questo ultimo punto, però, è mitigato dal fatto che le previsioni per il 2026 sembrano anticipare una distribuzione degli utili più armoniosa. Ciò significa che alcune azioni “ritardatarie” potrebbero rappresentare un’opportunità, in quanto andrebbero a beneficiare di una maggiore visibilità, come già dimostrato da un primo rialzo dei parametri ISM. Al tempo stesso, il supporto da parte della Federal Reserve non dovrebbe essersi esaurito, con il taglio delle imposte per le famiglie Usa che dovrebbe iniziare a far sentire i suoi effetti sostenendo i consumi.

Altrove, i multipli sulle valutazioni sembrano indicare opzioni più accessibili. L'Europa probabilmente trarrà beneficio dall'espansione fiscale tedesca, nonché dalla ripresa degli investimenti delle imprese e lo stesso vale per il Giappone, dove lo storico bilancio da 122 trilioni di yen, approvato il 26 dicembre scorso, punta a sostenere la domanda, che fino a oggi è stata frenata da un'inflazione ancora elevata. Nel frattempo, è probabile che i tassi a breve termine continuino a tornare lentamente alla normalità.

Per quanto riguarda la Cina, dopo un 2025 in cui si è ripristinata la fiducia nelle sue azioni, anche la crescita degli utili dovrebbe tornare a spingere il mercato verso l'alto. Ciò dipenderà in parte dalla ripresa dei consumi, ancora privi di un vero sostegno politico. Tuttavia, come per il mercato statunitense, la direzione che prenderà l'ecosistema dell'intelligenza artificiale sarà cruciale per l'andamento di quest’anno.

Per quanto riguarda la posizione di Ofi Invest AM, stiamo aumentando le nostre allocazioni negli Stati Uniti e in Europa all'inizio dell'anno, lasciando invariate le altre posizioni. Sebbene le valutazioni dicano che risultati inferiori alle attese potrebbero essere distruttivi, diversi fattori sembrano essere presenti affinché la crescita degli utili continui su tutti i mercati nel 2026, con, di conseguenza, ulteriori guadagni negli indici per il quarto anno consecutivo.
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