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Nucleare: Edo Ronchi, 20% entro 2050 costoso e impraticabile

 
Molto costoso, impraticabile, di difficile realizzazione. Il nucleare comporterebbe  un costo di generazione dell’ elettricità stimato in 170 $ MWh (50 $ MWh il solare e 60 $ MWh eolico);  troverebbe difficoltà forse insormontabili per le localizzazioni e vedrebbe l’Italia coperta da più di 40 reattori SMR. Da non dimenticare, poi, che ci sono stati ben 2 referendum popolari che lo hanno respinto.

Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e ex ministro dell’ambiente risponde a chi dice che sarebbe indispensabile almeno un 20% di elettricità prodotta con centrali nucleari per far fronte al fabbisogno in forte crescita di energia elettrica in Italia nel 2050, visto che la fonte solare e quella eolica sono discontinue.

“Questa discontinuità -si chiede Ronchi- sarebbe risolta dal 20% di produzione di elettricità con centrali nucleari? Oltre al fatto che lo spegnimento delle centrali nucleari -prosegue- richiede procedure e tempi lunghi, se fossero utilizzate solo alcuni mesi all’anno l’elettricità prodotta in questi mesi avrebbe costi proibitivi. Se, invece, le centrali fossero mantenute sempre in produzione, si ridurrebbe il ricorso alle rinnovabili, anche quando sono disponibili e molto più convenienti. Inoltre le discontinuità sono superate e superabili”.

Le discontinuità giornaliere e settimanali – ricorda Ronchi-sono già ampiamente superate con  la gestione intelligente delle reti, le batterie e i pompaggi. Per le discontinuità stagionali, solare ed eolico sono in buona parte complementari: l’eolico produce più in inverno, il fotovoltaico più in estate. Inoltre ci sono altre fonti rinnovabili -l’idroelettrico, la geotermia ecc e possono essere utilizzate anche le integrazioni con le reti elettriche di altri Paesi.

“Per produrre il 20% di elettricità da fonte nucleare  -sottolinea Ronchi - con reattori  SMR da 300 MW ne servirebbero 40: due reattori nucleari per ogni Regione. In Veneto, tanto per citare un esempio, il Consiglio regionale ha bocciato il 13 dicembre 2024, la proposta di localizzare un reattore SMR a Porto Marghera. Non sarebbe ragionevole supporre che in altre Regioni andrebbe diversamente. Prendiamone atto -conclude Ronchi- il 20% di nucleare in Italia entro il 2050 è un obiettivo impraticabile. Dopo 13 anni di procedure, non siamo ancora riusciti a decidere dove mettere un deposito, sicuro e necessario, per i rifiuti radioattivi prodotti dalle centrali nucleari chiuse. Prima di parlare di produrne altri non sarebbe il caso di sistemare quelli esistenti?”.
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