Economia

Monte dei Paschi, Mediobanca e il risiko bancario: strategia industriale o manovra su Generali?

di Luca Andrea
 
Monte dei Paschi, Mediobanca e il risiko bancario: strategia industriale o manovra su Generali?
Nel cuore della finanza italiana si sta consumando una partita ad alta tensione tra Banca Monte dei Paschi di Siena (MPS) e Mediobanca, con al centro il controllo su Generali e il futuro assetto del settore bancario nazionale. A gennaio 2025, MPS ha lanciato un’Offerta Pubblica di Scambio (OPS) ostile da 13,3 miliardi di euro per acquisire Mediobanca, mossa che ha sollevato interrogativi sulle reali intenzioni del CEO Luigi Lovaglio. L’offerta, non concordata e definita “fortemente distruttiva di valore” dal Consiglio di Amministrazione di Mediobanca, è stata dallo stesso respinta per mancanza di razionale industriale e finanziario.

Parallelamente, Mediobanca ha annunciato un’OPS volontaria da 6,3 miliardi di euro per acquisire Banca Generali, controllata da Generali, con l’obiettivo di rafforzare la propria posizione nel wealth management e, come i più ovviamente hanno ipotizzato, contrastare l’offerta di MPS. L’operazione prevede un rapporto di concambio di 1,70 azioni Generali per ogni azione Banca Generali, con un premio dell’11,4% rispetto al valore di mercato. Il 20 maggio 2025, MPS ha ottenuto l’autorizzazione preventiva dall’IVASS per acquisire indirettamente una partecipazione qualificata in Generali attraverso Mediobanca, nel contesto dell’offerta lanciata su Mediobanca. Questo sviluppo ha ulteriormente alimentato, seppur inconsciamente, speculazioni sul fatto che l’obiettivo finale di Lovaglio possa essere il controllo su Generali, piuttosto che una reale sinergia industriale con Mediobanca. Il CEO di Mediobanca, Alberto Nagel (nella foto), ha criticato l’offerta di MPS, sottolineando che “questo consolidamento ha molto poco senso, perché Monte dei Paschi non compra una banca commerciale aumentando la sua quota di mercato in Italia, ma sta cercando di comprare una banca che fa una cosa diversa”. Nagel ha ribadito l’intenzione di Mediobanca di diventare un leader nel wealth management, settore in cui l’istituto ha già avviato una trasformazione strategica con il piano “One Brand – One Culture” 2023-2026.

La situazione è ulteriormente complicata dalla presenza di azionisti comuni tra MPS, Mediobanca e Generali, come le famiglie Del Vecchio e Caltagirone, che hanno espresso opinioni divergenti sulle operazioni in corso. Il 4 giugno è previsto un incontro tra Nagel e un gruppo di investitori italiani per presentare l’offerta su Banca Generali, mentre il 16 giugno gli azionisti di Mediobanca voteranno sull’operazione. In questo contesto, resta da vedere se le mosse di Lovaglio siano guidate da una visione strategica per rafforzare MPS o da un interesse a posizionarsi più vicino a Generali. Le prossime settimane saranno decisive per comprendere le reali intenzioni e l’impatto di queste operazioni sul panorama bancario italiano.
 
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