Economia

Lovaglio rilancia: “Mps pronta al Terzo Polo con Banco BPM se l’Ops su Mediobanca va in porto”

di Luca Andrea
 
Lovaglio rilancia: “Mps pronta al Terzo Polo con Banco BPM se l’Ops su Mediobanca va in porto”
Il cantiere del consolidamento bancario italiano non è affatto chiuso. Anzi, secondo l’amministratore delegato di Banca Monte dei Paschi di Siena, Luigi Lovaglio (nella foto), siamo solo all’inizio di una fase che potrebbe ridefinire il baricentro dell’intero sistema creditizio nazionale. L’eventuale successo dell’OPS su Mediobanca, promossa proprio da Rocca Salimbeni, potrebbe rappresentare – nelle parole del CEO – “una premessa per un’operazione più grande”. Un’allusione chiara, ma ancora priva di dettagli ufficiali, alla possibile nascita di un terzo polo bancario in cui anche Banco BPM potrebbe avere un ruolo da protagonista.

Durante l’intervento al 129° Consiglio nazionale della FABI, Lovaglio ha tracciato un orizzonte strategico ambizioso, lasciando intendere che l’aggregazione con Piazzetta Cuccia sia solo il primo atto di un disegno più ampio. “La mia personale visione è che il consolidamento continuerà”, ha affermato. “Se vogliamo creare valore vero, dobbiamo pensare a un modo nuovo di fare banca, che generi benefici per clienti, dipendenti e territori: da qui, il vantaggio per gli azionisti verrà da sé”.

Lovaglio ha sottolineato come l’approccio alle operazioni di fusione debba cambiare radicalmente rispetto al passato: “Fare operazioni pensando di chiudere filiali e licenziare credo sia una cosa superata”. 

Nel mirino resta Banco BPM, soprattutto nel caso in cui UniCredit dovesse abbandonare l’interesse per Piazza Meda. Uno scenario che aprirebbe spazi a Siena per muovere su un’ulteriore combinazione industriale, creando un player bancario alternativo ai due colossi Intesa Sanpaolo e UniCredit.

Il prossimo banco di prova sarà l’assemblea degli azionisti di Mediobanca del 16 giugno, momento decisivo per la tenuta dell’operazione e per la ridefinizione degli assetti della banca milanese. A chi critica la logica dell’OPS, Lovaglio replica con pragmatismo: “Quando sento parlare di razionale e irrazionale faccio un po’ fatica. È una questione soggettiva. Il punto è che le persone siano messe in condizione di scegliere in modo consapevole”.
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