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Le virtù degli investimenti tematici: diversificazione, purezza e rendimento a lungo termine

A cura di Paolo Paschetta, Equity Partner, Country Head Italia di Pictet Asset Management
 

Gli investimenti tematici offrono l'opportunità di cavalcare alcuni dei principali megatrend che plasmeranno gli assetti economici e sociali del futuro. Abbracciando tendenze di lungo e lunghissimo termine, favorite dall’innovazione tecnologica, dall'evoluzione normativa e dai cambiamenti nelle abitudini di consumatori e imprese, i fondi tematici permettono di posizionarsi sulle aziende che meglio interpretano il cambiamento. Queste aziende, capaci di guadagnare un chiaro vantaggio competitivo, sono destinate a diventare - o rimanere - leader nei loro mercati di riferimento. Non sorprende che negli ultimi cinque anni la nostra strategia in euro dedicata al tema della robotica abbia registrato una performance cumulata superiore di circa 50 punti percentuali rispetto al benchmark, mentre il tema del digitale, rispetto all’indice, ha ottenuto circa il 90% in più a dieci anni.

L'approccio tematico rende più chiaro e comprensibile il perimetro di investimento e le società target, attirando facilmente l'interesse degli investitori italiani e aiutandoli ad aumentare la componente azionaria dei loro portafogli, spesso sottodimensionata a causa di un'eccessiva avversione al rischio. Investire di più in azioni significa trasformare il fattore tempo e i mercati finanziari in alleati per il raggiungimento dei propri obiettivi di vita. Alla base di questa affermazione c’è il principio della capitalizzazione composta: ogni anno di performance positiva amplia la base di calcolo su cui matureranno i rendimenti futuri, amplificando esponenzialmente la crescita del capitale nel lungo termine. Gli investimenti tematici rappresentano quindi lo strumento ideale per un posizionamento più deciso sui mercati azionari, allineando il portafoglio a megatrend facilmente comprensibili e sostenuti da numeri e tendenze evidenti.


Per sua natura, l’investimento tematico è cross settoriale e diversificato geograficamente, nonché esposto a differenti fattori di investimento. La vera discriminante per l’eleggibilità di un titolo nel portafoglio di un fondo tematico è il concetto di purezza, ovvero la percentuale del fatturato di un’azienda derivante da attività correlate al tema in questione. Questo ci permette di individuare le aziende che possono realmente beneficiare dei megatrend sottostanti al tema di investimento. In Pictet, crediamo da sempre nel valore degli investimenti tematici, avendo abbracciato pionieristicamente questo approccio a metà degli anni ’90. A 30 anni di distanza, le nostre convinzioni restano immutate: riteniamo ancora oggi l'investimento tematico la migliore opzione per orientare gli investimenti dei risparmiatori verso un orizzonte temporale di lungo periodo. Uno dei principi fondamentali dell’approccio tematico è infatti la capacità di andare oltre le mode di investimento e le dinamiche di mercato di breve periodo.


L’arma per una corretta diversificazione

Se la resilienza nel lungo periodo è una caratteristica fondamentale e intrinseca dei fondi tematici, la loro combinazione permette di contribuire efficacemente alla diversificazione di portafoglio. Attraverso un’analisi approfondita si può dimostrare come la combinazione di più fondi azionari tematici, che investono in modo trasversale alle dimensioni geografica, settoriale e di stile, permette di ottenere un risultato meno concentrato rispetto ad un benchmark globale. Il livello di diversificazione di un portafoglio, infatti, non dipende solo dal numero di aziende in cui investe, ma soprattutto dal modo in cui si comportano i titoli da cui è composto, dalla loro correlazione reciproca e dalla misura in cui sono esposti ai medesimi driver di performance. È noto, ad esempio, che i maggiori indici azionari sono oggi dominati dalle Megacap: basti pensare che i primi sette titoli dell’S&P500 valgono da soli circa il 30% della capitalizzazione di Borsa dell’indice più rappresentativo di Wall Street. Se si prende poi in esame un indice azionario globale come l’Msci ACWI, il peso delle “Magnifiche 7” – Apple, Nvidia, Microsoft, Amazon, Meta, Alphabet e Tesla – sfiora il 20% e il settore IT pesa oltre il 25% dell’indice nel suo complesso.


Per questa ragione il nostro fondo Pictet - Global Megatrend Selection (GMS), che unisce tutti i fondi tematici secondo un approccio di investimento disciplinato, offre una diversificazione nettamente superiore. Nato nel 2008 e diventato ben presto una delle strategie di punta di Pictet, questa soluzione multi-tematica offre un’esposizione equi-ponderata e ribilanciata mensilmente a un paniere di 12 strategie tematiche in un unico portafoglio: Biotech, Clean Energy, Digital, Health, Human, Nutrition, Premium Brands, Robotics, Security, SmartCity, Timber e Water. Il GMS copre una vasta gamma di idee, aziende e settori: circa 450 titoli delle società più affermate di oggi e dei vincitori del domani. Proprio grazie all’esposizione equi-ponderata, ribilanciata mensilmente, questo fondo consente di ridurre i rischi relativi alla concentrazione delle fonti di rendimento. 


Indubbiamente la diversificazione può anche essere un’arma a doppio taglio: se è vero che contribuisce a stabilizzare i rendimenti corretti per il rischio lungo l’intero ciclo di mercato, in alcune fasi può anche portare a perdere opportunità derivanti da un portafoglio più concentrato. L’ascesa delle azioni delle “Magnifiche 7” negli ultimi due anni ha aiutato l’Msci ACWI a sovraperformare molti portafogli azionari globali. Tuttavia, gli investitori non dovrebbero mai dimenticare una regola: non esiste un asset, o un settore, in grado di sovraperformare per sempre. La regressione verso la media, infatti, è una delle forze più potenti che agiscono nei mercati finanziari; è lo stesso principio che caratterizza una molla, dopo essere stata deformata torna alla sua posizione di equilibrio. Ad esempio, qualora le small cap tornassero a correre in futuro – una delle ipotesi più accreditate dopo il ritorno di Trump alla Casa Bianca – l’attuale composizione dell’Msci ACWI diventerebbe uno svantaggio. Ancora una volta, i numeri offrono qualche robusto argomento a riguardo: provando ad analizzare i 30 settori che costituiscono l'indice S&P 500 dal 1927, attraverso i numeri forniti da Ken French, i dati suggeriscono che dopo una sovraperformance di tre anni consecutivi da parte di un settore, la probabilità che lo stesso sottoperformi è pari a circa il 50%. Dopo una serie di 5 anni consecutivi, le probabilità possono salire fino al 60%. Non solo: l’entità della sottoperformance che prende forma quando si verifica una chiara inversione nella leadership di mercato può essere significativa.

Il ruolo del gestore attivo

La forte concentrazione dei benchmark tradizionali su un numero modesto di titoli rappresenta una potenziale minaccia, amplificata dalla sempre più vasta diffusione degli investimenti passivi, che si limitano a replicare la composizione e l’andamento degli indici di riferimento. Basti citare un dato: il 20% del capitale di Nvidia oggi è in mano a investitori passivi. Il ruolo di un gestore attivo è certamente quello di generare un extra-rendimento, ma soprattutto di proteggere il patrimonio che gli è stato affidato quando intravede fattori di rischio in grado di innescare una potenziale crisi del mercato o di un singolo titolo. In tal senso, è bene ricordare come l’obiettivo perseguito dai gestori delle nostre strategie tematiche sia quello di comprendere e anticipare i cambiamenti in atto sul mercato, individuando le così dette “fallen” e “rising” stars prima che il mercato ne incorpori gli effetti, con l’obiettivo di attutire la volatilità a cui possono essere sottoposti i listini azionari e offrire un rendimento interessante nel lungo termine identificando i campioni e leader di settore del domani.
 

Il principio di purezza

Infine, è bene soffermarsi anche sul principio di purezza alla base dell’investimento in megatrend: il processo d’investimento, infatti, è legato ad uno specifico tema strutturale di lungo periodo. Grazie a una collaborazione di oltre dieci anni con il Copenhagen Institute for Futures Studies (CIFS), in Pictet Asset Management abbiamo sviluppato un framework di 21 megatrend che vengono applicati ai nostri portafogli azionari tematici. In particolare, ci concentriamo ad oggi su 13 temi che riteniamo giocheranno un ruolo cruciale all’interno dei molteplici cambiamenti strutturali in atto: biotech, clean energy, digital, health, human, nutrition, premium brands, robotics, security, smartcity, timber, water, circular economy. Le nostre strategie tematiche rispettano regole esplicite e rigorose di costruzione del portafoglio: ogni titolo deve infatti avere un'elevata "purezza tematica" per essere considerato un potenziale investimento. Ad esempio, nel Pictet-Clean Energy Transition vengono incluse nell'universo investibile solo le società per le quali almeno il 33% dei ricavi deriva da prodotti e servizi che supportano la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio. Per loro natura, come ricordato, gli investimenti tematici non hanno un esplicito focus geografico: il loro obiettivo è identificare i leader di domani, a prescindere dal settore e dal Paese in cui operano.


Conclusioni

Ad oggi, la diversificazione rimane uno dei pochi “pasti gratis” in finanza e un modo efficace per evitare di subire forti perdite in fasi di mercato negative. La diversificazione offerta dal GMS e dai relativi panieri di titoli tematici sottostanti è oggi un ottimo motivo per considerarlo come uno stabilizzatore della componente azionaria del portafoglio, altrimenti esposta al rischio di concentrazione. In generale, l’approccio tematico, fondando la propria strategia sulle forze strutturali che plasmano il nostro mondo, identifica e investe nelle aziende che hanno un forte potenziale per essere i vincitori di domani, supportando l’investitore nella realizzazione dei propri obiettivi di investimento a lungo termine.

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