Attualità

Gli italiani e le polizze vita, poca conoscenza e opinioni contrastanti, ma cresce l’interesse per i servizi integrativi

di Demetrio Rodinò
 
Gli italiani e le polizze vita, poca conoscenza e opinioni contrastanti, ma cresce l’interesse per i servizi integrativi
Il rapporto degli italiani con le polizze assicurative è ancora segnato da scarsa conoscenza e percezioni discordanti, soprattutto quando si parla di soluzioni con contenuto finanziario. È quanto emerge dalla seconda wave di ricerca dell’Osservatorio Look to the Future di Athora Italia, realizzata da Nomisma, che fotografa un Paese ancora poco preparato a compiere scelte consapevoli in ambito assicurativo e previdenziale.

Secondo i dati, solo il 30% degli italiani afferma di conoscere bene le polizze assicurative, mentre il 68% ne ha una conoscenza solo parziale. Un divario informativo che frena soprattutto l’adozione delle polizze vita con componente finanziaria: queste, infatti, sono note solo al 46% degli intervistati, contro il 91% delle polizze caso morte, decisamente più consolidate nelle abitudini delle famiglie.

Le polizze più conosciute restano quelle relative a casa (93%), salute (93%) e pensione (91%), segno che la protezione legata alla sfera personale e familiare è percepita come prioritaria. Tuttavia, quando si entra nel campo dei prodotti finanziari, emergono forti incertezze: solo il 18% li ritiene sicuri, mentre un quarto (25%) li considera rischiosi e un altro 25% li giudica vantaggiosi. Un ulteriore 8% li reputa superflui e circa un quarto degli italiani ammette di non saper esprimere alcun giudizio, sottolineando la necessità urgente di rafforzare l’educazione finanziaria.

Tra le motivazioni che spingono a sottoscrivere una polizza finanziaria o previdenziale, prevale la volontà di integrare la pensione pubblica (58%), seguita dalla logica di investimento (45%), dai vantaggi fiscali (41%) e dalla pianificazione di spese future (33%).

La ricerca conferma la centralità della bancassurance, che rimane il primo canale distributivo per le polizze vita (42%), davanti ad agenzie assicurative e consulenti finanziari. Nonostante la digitalizzazione, la maggior parte delle procedure avviene ancora in filiale, a conferma dell’importanza della relazione personale per la fiducia e la comprensione dei prodotti.

Interessante la prospettiva sui servizi integrativi, valutati dal 56% dei potenziali sottoscrittori come un elemento in grado di aumentare il valore percepito di una polizza vita a contenuto finanziario. In particolare, gli italiani chiedono coperture sanitarie aggiuntive (53%), protezione contro la perdita di autosufficienza (41%), consulenza finanziaria (35%) e servizi di pianificazione pensionistica e successoria (29%).

Secondo Jozef Bala (nella foto), CEO di Athora Italia: "Questa ricerca avvalora la nostra strategia di puntare sulla bancassurance, ma evidenzia anche quanto sia fondamentale colmare il gap informativo. Solo investendo nell’educazione finanziaria potremo supportare davvero le famiglie nel compiere scelte più consapevoli e tutelare i loro risparmi".
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