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Deloitte rimborsa il governo australiano per errori in un rapporto scritto con l’IA

di Redazione
 
Deloitte rimborsa il governo australiano per errori in un rapporto scritto con l’IA
Deloitte ha accettato di rimborsare parzialmente il governo australiano dopo che un rapporto redatto con l’aiuto dell’intelligenza artificiale si è rivelato contenere numerosi errori. Il documento, commissionato dal Department of Employment and Workplace Relations per un valore di 440mila dollari, era stato pubblicato lo scorso 4 luglio e riguardava l’uso di strumenti automatizzati per sanzionare i beneficiari di sussidi in caso di violazione degli obblighi.

A svelare le inesattezze era stato, in agosto, l’Australian Financial Review, che aveva individuato diversi casi di “allucinazioni” dell’IA: riferimenti a fonti inesistenti, citazioni inventate, studi accademici mai pubblicati e persino una sentenza errata in un caso giudiziario. L’inchiesta aveva sollevato dubbi sulla qualità e sull’affidabilità dei rapporti prodotti con strumenti automatizzati, anche quando commissionati da enti pubblici.

Nei giorni scorsi è stata diffusa una versione aggiornata del rapporto, corretta in alcune fonti e note a piè di pagina ma con le stesse raccomandazioni del documento originale. La nuova versione precisa che Deloitte ha utilizzato un modello di intelligenza artificiale, Azure OpenAI GPT-4o, ma non attribuisce esplicitamente all’IA la responsabilità degli errori.

Le critiche non si sono fatte attendere. La senatrice laburista Deborah O’Neill ha commentato con toni severi: “Deloitte ha un problema di intelligenza umana. Sarebbe ridicolo, se non fosse così deplorevole. Un rimborso parziale appare come una scusa parziale per un lavoro scadente”. La parlamentare ha invitato le istituzioni a verificare chi svolge effettivamente i lavori affidati alle grandi società di consulenza, ironizzando: “Forse, invece di rivolgersi a queste società, converrebbe abbonarsi a ChatGPT”.

Nonostante la vicenda australiana, Deloitte ha scelto di non rallentare la sua corsa nell’intelligenza artificiale
. Appena due giorni fa, infatti, la società ha annunciato una nuova alleanza strategica con Anthropic, la società creatrice del modello Claude. L’intesa prevede la creazione di un “Claude Center of Excellence” e l’integrazione delle soluzioni di IA di Anthropic nelle attività di consulenza e revisione, mettendo il modello a disposizione dei 470mila dipendenti di Deloitte nel mondo.

Il caso australiano segna un punto di riflessione sul rapporto tra automazione e responsabilità professionale. Se da un lato l’intelligenza artificiale promette efficienza e rapidità, dall’altro ribadisce la necessità di un controllo umano rigoroso, soprattutto quando si tratta di documenti pubblici e decisioni che incidono sulla vita delle persone.
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