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Chart of the Week a cura dell’Economic Team di Payden & Rygel

 
La settimana scorsa, dopo la pubblicazione dei verbali del FOMC di dicembre, che hanno suggerito la graduale riduzione del tasso sui Fed Funds nel corso del 2025, i rendimenti dei Treasury hanno continuato a salire e il mercato obbligazionario ha prezzato meno di due tagli per l’anno appena cominciato. Le cose, però, potrebbero andare diversamente, in caso di “deterioramento delle condizioni del mercato del lavoro o di ritorno dell’inflazione al 2% prima del previsto”. In particolare, i policymaker hanno rilevato alcuni rischi al ribasso per il mercato del lavoro, in quanto “di recente, il ritmo di crescita dei salari è stato inferiore al valore che manterrebbe costante il tasso di disoccupazione”.

Da notare che il rapporto sull'occupazione di dicembre ha mostrato che la crescita dei posti di lavoro è rimasta forte e che il tasso di disoccupazione si è mantenuto vicino al 4,1% per sette mesi consecutivi, una stabilità storicamente rara da riscontrare. Al di là dei numeri, però, trovare un lavoro negli Stati Uniti è effettivamente diventato più difficile, il che suggerirebbe un potenziale aumento del tasso di disoccupazione. Se la tendenza dovesse continuare e l'inflazione moderarsi, la Fed potrebbe comunque tagliare più di quanto si aspettano i mercati, dal momento che la banca centrale mira ad orchestrare un atterraggio morbido, non a rallentare l'economia.
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